Habermas e la pace della parola
La morte di Jürgen Habermas segna la fine di una delle grandi stagioni della filosofia europea. Con lui scompare non soltanto uno dei maggiori pensatori della democrazia contemporanea, ma una voce che ha difeso con tenacia un’idea oggi quanto mai fragile: che la convivenza umana possa fondarsi sulla forza della ragione e non sulla ragione della forza.
In un tempo in cui la guerra torna a presentarsi come strumento ordinario della politica e il linguaggio pubblico si degrada spesso a propaganda, slogan e demonizzazione dell’avversario, la lezione di Habermas acquista un valore che supera di gran lunga l’ambito accademico. Essa riguarda la qualità stessa della vita democratica e, più profondamente, la possibilità della pace.