Leone XIV messaggero di pace nei territori dimenticati
C’è una geografia che raramente entra nelle mappe mediatiche, non perché sia marginale, ma perché è scomoda. È la geografia dei conflitti dimenticati, delle guerre senza telecamere, delle crisi che non orientano i mercati e quindi non fanno notizia.
Il viaggio in Africa compiuto recentemente da Leone XIV attraversa proprio questa geografia. Dall’Algeria all’Angola, fino al Camerun, il suo itinerario non segue rotte simboliche o protocollari, ma si addentra nei luoghi in cui la convivenza è ferita, dove la violenza è diventata strutturale e dove la speranza è affidata a fili sottilissimi.
In Camerun, nella regione anglofona segnata da una guerra civile lunga e dimenticata, il Papa...
Oltre la “guerra giusta”: una coscienza che matura
Nel dibattito pubblico torna ciclicamente l’espressione “guerra giusta”, quasi fosse una categoria ancora praticabile per orientare le scelte politiche e morali del nostro tempo. Eppure, il magistero dei Papi dell’ultimo secolo racconta un’altra storia: quella di una progressiva, sempre più netta presa di distanza dalla guerra come strumento di giustizia.
Non si tratta di un cambiamento improvviso, ma di una maturazione lenta e coerente...
La complessità si fa sentire
Negli ultimi anni i populismi internazionali hanno costruito il proprio consenso su una promessa semplice e potente: ridurre il mondo a una narrazione governabile. Amici contro nemici, identità contro minacce, sovranità contro interdipendenza. Una grammatica elementare, capace di rassicurare in un tempo inquieto. In questa semplificazione si annida però una fragilità strutturale: il reale non si lascia ridurre senza produrre scarti, contraddizioni, effetti...
L’intelligenza della speranza: sviluppo e abitabilità del mondo
Molti degli argomenti discussi nel nostro Laboratorio (sviluppo, crisi ecologica, tecnica, nonviolenza) convergono in un unico punto, semplice da nominare ma difficile da assimilare fino in fondo: l’abitabilità del mondo. L’abitabilità, se presa sul serio, può diventare un criterio per giudicare la direzione di un percorso e mostrarci come molte delle nostre categorie abituali siano precarie, se non addirittura...
Nella prima parte si metteva a fuoco la tensione tra rizoma e rappresentanza. Occorre ora entrare più a fondo nella natura di quella forma che oggi mobilita le nuove generazioni.
Se la bandiera dei pirati funziona, non è solo per il mito che evoca. Funziona perché intercetta una forma nascente dell’organizzazione sociale: una forma che possiamo chiamare rizomatica. Il termine, elaborato da Gilles Deleuze e Félix Guattari in Mille piani, descrive sistemi che non hanno un centro stabile, che...
Habermas e la pace della parola
La morte di Jürgen Habermas segna la fine di una delle grandi stagioni della filosofia europea. Con lui scompare non soltanto uno dei maggiori pensatori della democrazia contemporanea, ma una voce che ha difeso con tenacia un’idea oggi quanto mai fragile: che la convivenza umana possa fondarsi sulla forza della ragione e non sulla ragione della forza.
In un tempo in cui la guerra torna a presentarsi come strumento ordinario della politica e il linguaggio pubblico...
La Biennale deve restare un luogo libero
L’arte non può diventare uno strumento di esclusione politica: dove si crea cultura devono restare aperti il dialogo, il confronto e la libertà.
Il dibattito nato attorno alla possibile partecipazione della Federazione Russa alla prossima Biennale ha riportato al centro una questione che riguarda non solo questa manifestazione, ma il significato stesso della cultura nelle società libere: l’arte deve seguire la politica o deve restare uno spazio autonomo...