Il male ha ottimi amministratori delegati
C’è stato un tempo in cui il male veniva immaginato con il volto del tiranno feroce, del conquistatore sanguinario, del dittatore urlante dal balcone. Oggi quel volto non è scomparso del tutto, ma spesso si è trasformato. Il male contemporaneo sa essere educato, competente, persino rassicurante. Frequenta consigli di amministrazione, sale operative, ministeri, think tank, studi televisivi. Parla il linguaggio della stabilità, della sicurezza, della crescita, dei mercati.
Il male ha ottimi amministratori delegati.
È forse questa una delle intuizioni più drammatiche del Novecento europeo. Non tanto l’esistenza della crudeltà — quella accompagna da sempre la storia umana — quanto la sua crescente normalizzazione tecnica e burocratica. La distruzione non appare più come un’esplosione irrazionale di barbarie, ma come un processo organizzato con efficienza industriale.