A seguito di riserve amichevolmente espresse da alcuni lettori riguardanti lunghezza e leggibilità del Manifesto, la redazione, mantenendo fermi concetti e principi, ha deciso di pubblicare un Nuovo Manifesto più breve ed incisivo.
Fare pace con la terra, fare pace tra gli uomini
Se gli uomini non fanno pace con la natura, non sarà mai possibile avere pace fra gli uomini. La violenza inflitta al mondo naturale si riflette inevitabilmente nei rapporti sociali.
L’illusione di dominare la terra e piegare i cicli naturali ai nostri bisogni genera un modello di sviluppo fondato sull’accaparramento e sulla sopraffazione. È lo stesso paradigma che avvelena le relazioni umane: popoli che si scontrano per l’accesso alle risorse, economie che si reggono sulle disuguaglianze, individui imprigionati nella logica della competizione.
Al contrario, fare pace con la natura significa accettare il limite e riconoscere che la terra non è un magazzino da saccheggiare, ma una dimora condivisa. È l’inizio di un’educazione all’equilibrio, che diventa anche educazione alla convivenza.
Già nel 1988 Alexander Langer parlava di Utopie Concrete: esperimenti locali di convivenza e sostenibilità, dove la riconciliazione con la natura e tra gli uomini diventava pratica quotidiana. Lo stesso spirito anima l’appello di papa Francesco: il grido della terra e il grido dei poveri sono inseparabili.
Anche il nostro blog nasce da questa visione. Il Laboratorio dei costruttori di pace vuole essere rete, non piramide: un intreccio di fili che si incontrano sullo stesso piano, capaci di dare nutrimento e stabilità. Vogliamo praticare in piccolo ciò che sembra impossibile in grande: seminare utopie concrete, moltiplicarle, e dialogare tra chi cerca con ostinazione una pace possibile, con la natura e tra gli uomini.
Gli Autori
Questo blog è curato da Pasquale Palumbo, Ingegnere Meccanico, esperto in modelli matematici, già dipendente Sogin.
Carlo Palumbo, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche, Avvocato di strada, già dirigente pubblico.