Buonasera, siamo terrestri! È piuttosto singolare che questa frase, “siamo terrestri”, che abbiamo appena ascoltato cantata nell’inno [l’inno della Repubblica dei Terrestri fondata in quei giorni, NdR], ci sorprenda. Essere terrestri dovrebbe suonare come un’evidenza. Quello di cui discutiamo questa sera, in questo palazzo un po’ strano, con la tempesta là fuori, il vento, il Vesuvio alle nostre spalle è – riprendendo la domanda di Carla [Carla Benedetti, intervenuta prima di Latour, NdR] – come è possibile che il terrestre ci sorprenda? E, d’altra parte, dire “siamo terrestri” che cosa cambia?