Il rapporto annuale di Norwegian People's Aid e della Federation of American Scientists, “Nuclear Weapons Ban Monitor” del 25 marzo 2026, ha fotografato uno stato del mondo che dovrebbe preoccupare profondamente chiunque si occupi di politica internazionale. All’inizio del 2026 le testate nucleari disponibili per l’uso immediato hanno raggiunto quota 9.745: 141 in più rispetto all’anno precedente, 473 in più rispetto al 2017.
Una potenza distruttiva equivalente a oltre 135.000 bombe di Hiroshima, in crescita per il nono anno consecutivo. Quasi tutte le nove potenze nucleari stanno espandendo i propri arsenali o hanno annunciato di volerlo fare. La spesa globale per le armi atomiche ha superato nel 2024 i 100 miliardi di dollari, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente.
Di fronte a questi numeri, Raymond Johansen, segretario generale dell’organizzazione norvegese, ha scelto parole molto nette: «Quello a cui stiamo assistendo è più di una nuova corsa agli armamenti. È un’inversione dei vincoli duramente conquistati sui pericoli nucleari».