Graziella Laura Santoro: “Dite ai bambini”
Il Premio annuale per la miglior tesi di musicoterapia istituito dall’associazione La Chitarra Fiorita, fondata da Salvatore Santoro e Davide Canino, possiede una dote tenace: tiene insieme memoria, cura e impegno civile. Non è soltanto un riconoscimento accademico, è anche un gesto di continuità affettiva e culturale dedicato a Graziella Laura Santoro, psicoterapeuta, musicoterapeuta e poetessa, prematuramente scomparsa.
La musicoterapia, arte della relazione e della cura, nel caso di Graziella si intreccia con una parola poetica, capace di dire l’indicibile con semplicità e precisione. Le sue poesie non indulgono alla retorica ma aprono sentieri che arrivano lontano. La poesia che qui proponiamo, La guerra, è esemplare in questo senso.
La guerra (di Graziella Santoro)
Dite ai bambini che gli esseri umani non sono sempre così brutti,
Dite loro che i sogni ci salvano dalle notti che si illuminano rumorosamente
e che i colori sono più belli quando si mischiano.
Dite ai bambini che il volersi bene
non è da supereroi,
ma da esseri umani.
In questo breve componimento, la guerra, pur evocata con forza, non viene mai nominata. Non troviamo immagini esplicite di distruzione ma una presenza che incombe nelle “notti che si illuminano rumorosamente”.
La luce non è più segno di speranza ma bagliore di esplosioni. Il linguaggio resta sobrio e, proprio per questo, più incisivo. Il cuore della poesia è nella ripetizione iniziale: “Dite ai bambini”. Qualcuno deve assumersi la responsabilità di dire, di trasmettere, di custodire un senso. In tempi in cui la violenza rischia di diventare linguaggio normale, questa poesia ci ricorda che l’educazione è il primo luogo della resistenza.
Nel dire che “gli esseri umani non sono sempre così brutti” non si nega né si attenua la bruttezza, la si riconosce aprendo uno spiraglio con il suo “non sempre”. Attraverso quello spazio minimo si intravede la possibilità di un’altra storia. Non c’è ingenuità, ma una fiducia sobria, consapevole. E i sogni, poi, non sono evasione, sono una risorsa vitale; non ci distraggono, “ci salvano”. In mezzo al fragore della guerra, diventano una forma di custodia dell’umano. Tengono aperta una dimensione che la violenza non riesce a occupare completamente.
E ancora, i colori: “sono più belli quando si mischiano”. Dentro questa immagine semplice si condensa un’intera visione della convivenza. Mescolarsi non significa perdere identità, ma generare bellezza. È un’affermazione che parla ai bambini, ma interroga profondamente il mondo degli adulti, spesso prigioniero di identità rigide e contrapposizioni sterili. Infine, l’ultimo verso scioglie ogni possibile equivoco: “il volersi bene non è da supereroi, è da esseri umani”. Il bene non è eccezione, non è gesto straordinario. È la condizione più semplice e più vera dell’umano. Non servono eroi per opporsi alla guerra, serve restare umani, nel senso più pieno e concreto del termine.
La poesia di Graziella Santoro risuona profondamente con lo spirito del Laboratorio dei Costruttori di Pace.
La pace non è un’astrazione né un obiettivo lontano: è un modo di stare in relazione. È qualcosa che si apprende, si trasmette, si coltiva, proprio come nella musicoterapia. C’è una continuità sottile ma decisiva tra la cura del singolo e la cura del mondo. Tra il microcosmo e il macrocosmo non c’è frattura. La stessa qualità della relazione data da ascolto, sintonia, apertura, può estendersi, crescere di scala, senza cambiare natura.
Questa poesia sta dalla parte dei bambini e, proprio per questo, dalla parte del futuro. Senza alzare la voce, indica una direzione. Con parole che non vogliono convincere, cercano di far vedere.
Si può sostenere l’impegno dell’Associazione destinando il 5x1000 a La chitarra fiorita, codice fiscale 92040260876 (https://lachitarrafiorita.com/)
Pasquale Palumbo