CONVENZIONE ONU PER LA PREVENZIONE E REPRESSIONE DEL CRIMINE DIGENOCIDIO (1948)
ART.2
Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religiose, come tale
Tra i popoli privi di uno Stato, i curdi rappresentano uno dei casi più emblematici e drammatici. Sparsi tra Turchia, Siria, Iraq e Iran, hanno vissuto per decenni nell’ombra: negati nella loro identità, invisibili sul piano politico e culturale, spesso repressi con violenza dai regimi sotto cui sono ricaduti.
Mentre il mondo guarda altrove, il Sudan brucia. E non solo metaforicamente. Bruciano i campi, le case, gli ospedali. Ma brucia soprattutto una ricchezza collettiva – umana, culturale, economica – trasformata in cenere dalle armi e dalle speculazioni. È l’ennesimo paradosso atroce di una guerra che massacra milioni di civili e arricchisce una ristretta élite di affaristi, generali e multinazionali.
Quando il sistema tributario ignora l’equità, cresce la disuguaglianza, crolla la fiducia e si apre la strada alla violenza.
In tempi di crescenti tensioni internazionali, disuguaglianze economiche e sfiducia diffusa nelle istituzioni, tornare a riflettere sul nesso profondo tra giustizia fiscale e pace non è solo utile, ma necessario.
Negli ultimi anni, l’Europa ha intrapreso un percorso di riarmo sempre più marcato, culminato nel piano “ReArm Europe”, che prevede investimenti colossali destinati a rafforzare le capacità difensive del continente. Questa scelta, spinta dalla crescente instabilità internazionale e soprattutto dall’invasione russa dell’Ucraina, ha riportato al centro del dibattito pubblico l’idea di un’economia orientata alla guerra anche in tempo di pace.
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù, dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice:
Nel dibattito contemporaneo sulla pace e sulla gestione delle tensioni sociali e politiche, è essenziale distinguere con precisione tra i concetti di conflitto, conflitto violento e guerra. Il conflitto, inteso in senso generale, è un fenomeno inevitabile e spesso necessario nella vita sociale: si manifesta quando emergono interessi, valori o visioni del mondo tra loro divergenti. Non è in sé negativo, anzi, può rappresentare una risorsa per il cambiamento, la trasformazione e la crescita collettiva.