L’intervento del segretario generale della Nato Mark Rutte durante la visita a Berlino dell’11 dicembre 2025 rivela una profonda distorsione del modo in cui oggi viene pensata e comunicata la sicurezza in Europa. Affermare che la Russia potrebbe essere pronta a colpire la NATO entro cinque anni e invitare a prepararsi a una guerra “della stessa portata di quella vissuta dai nostri nonni e bisnonni” non significa descrivere un rischio: significa rendere la guerra di nuovo progressivamente accettabile come orizzonte politico.
In un’epoca attraversata da conflitti sempre più ravvicinati, da tensioni geopolitiche crescenti e da una preoccupante normalizzazione del linguaggio delle armi, il recente messaggio della Conferenza Episcopale Italiana Educare a una pace disarmata e disarmante merita un’attenzione particolare. Non solo da parte dei credenti, ma da chiunque riconosca nella pace un valore imprescindibile e nella nonviolenza un metodo credibile per affrontare le sfide del nostro tempo.
L’incontro The Economy of Francesco, celebrato a Santa Maria degli Angeli ad Assisi il 24 settembre 2022, ha rappresentato una tappa decisiva per comprendere quanto la crisi ambientale, la crisi economica e la crisi della pace siano intrecciate nello stesso nodo storico.
Lo spettro che ritorna
Nel 1955, in un mondo ancora ferito da Hiroshima e Nagasaki, Bertrand Russell e Albert Einstein lanciarono un appello che avrebbe dovuto cambiare il corso della storia.
Nel Manifesto Russell-Einstein, firmato da scienziati di tutto il mondo, c’era un messaggio semplice ma efficace: «Ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto». Da allora, la storia dell’armamento nucleare è stata un alternarsi di timori e illusioni, di tregue apparenti e nuove corse alla potenza.
Sudan: un aggiornamento
La guerra civile sudanese, riesplosa nell’aprile 2023, continua ad essere uno dei conflitti più sanguinosi e dimenticati del pianeta. Negli ultimi giorni la città di El Fashir, capoluogo del Darfur settentrionale, è caduta nelle mani delle Rapid Support Forces (RSF), segnando una drammatica svolta. Interi quartieri sono stati rasi al suolo, migliaia di civili uccisi, decine di migliaia costretti alla fuga. La comunità internazionale, distratta e impotente, osserva un nuovo genocidio annunciato.
Dall’ecocidio alla conversione ecologica come fondamento della pace
Non ci sarà pace tra gli uomini finché gli uomini faranno guerra alla natura. Questa frase, che suona come un paradosso, è in realtà una constatazione logica. La guerra, nella sua forma più brutale, è solo l’ultimo stadio di una lunga inimicizia con la vita: la stessa volontà di dominio che ha devastato ecosistemi, estratto risorse oltre il limite, avvelenato aria e oceani, oggi ritorna sotto forma di conflitto armato e crisi climatica.
«Una pace ingiusta è sempre preferibile a una guerra giusta.»
Dietro questa frase di Erasmo da Rotterdam, scritta nel pieno del Rinascimento, non si cela un paradosso morale, ma una verità che attraversa i secoli.