Chi paga l’ONU?
La crisi finanziaria delle Nazioni Unite non riguarda soltanto l’efficienza di un’organizzazione internazionale. Riguarda una questione molto più profonda: può esistere un sistema universale di mediazione se la sua capacità di agire dipende dalla disponibilità politica delle grandi potenze a finanziarlo?
L’amministrazione statunitense ha comunicato al Congresso l’intenzione di versare 725 milioni di dollari al bilancio ordinario delle Nazioni Unite. La notizia è importante perché arriva mentre l’ONU attraversa una delle crisi finanziarie più gravi della propria storia. Ma sarebbe sbagliato parlare di salvataggio. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite gli arretrati statunitensi ammontavano in maggio a oltre...
Due fotografie da Rimini. Dalla «pace giusta» al «realismo della misericordia»
Due interventi pronunciati nello stesso luogo a tre anni di distanza possono essere letti come due fotografie di una trasformazione che sembra maturare nel pensiero cattolico sulla guerra e sulla pace. La prima è quella del cardinale Matteo Zuppi al Meeting di Rimini del 2023. La seconda è quella di papa Leone XIV al Meeting del 2026. A nostro avviso si può cogliere, almeno nelle parole di cui disponiamo, uno...
Quando la guerra diventa normale
C'è un cambiamento culturale che dovrebbe preoccuparci più delle stesse cronache di guerra. Non consiste soltanto nell'aumento delle spese militari, nella corsa al riarmo o nel moltiplicarsi dei conflitti armati. Il cambiamento più profondo è un altro: la guerra sta tornando ad essere considerata un fatto normale, quasi inevitabile, una componente ordinaria della vita politica internazionale.
Quando un'intera società finisce per convincersi che la guerra...
«Il tempo è fuori dai cardini»
Da Amleto a Florenskij: l'antinomia della guerra e il coraggio della pace
«Il tempo è fuori dai cardini». Così esclama Amleto, travolto da un mondo nel quale il bene e il male sembrano aver perduto il loro ordine. Subito dopo aggiunge: «Che maledizione essere nato proprio io per rimetterlo a posto!». Questa frase, riletta da Pavel Florenskij e magistralmente commentata da Silvano Tagliagambe...
Una riflessione sulla violenza e sulla storia
C'è una lettera che Pavel Florenskij scrive alla figlia Olja che colpisce profondamente perché è scritta il 4 aprile 1937, quando l'autore è ormai relegato alle isole Solovki e gli restano soltanto pochi mesi di vita prima dell'esecuzione. Sa di vivere sotto un potere fondato proprio su quella violenza che lui stesso sta analizzando e, tuttavia, nelle sue parole non compare alcun sentimento di odio. Non si abbandona al rancore né cerca di...
Il rapporto annuale di Norwegian People's Aid e della Federation of American Scientists, “Nuclear Weapons Ban Monitor” del 25 marzo 2026, ha fotografato uno stato del mondo che dovrebbe preoccupare profondamente chiunque si occupi di politica internazionale. All’inizio del 2026 le testate nucleari disponibili per l’uso immediato hanno raggiunto quota 9.745: 141 in più rispetto all’anno precedente, 473 in più rispetto al 2017.
Una potenza distruttiva equivalente a oltre 135.000 bombe di...
La Biennale deve restare un luogo libero
L’arte non può diventare uno strumento di esclusione politica: dove si crea cultura devono restare aperti il dialogo, il confronto e la libertà.
Il dibattito nato attorno alla possibile partecipazione della Federazione Russa alla prossima Biennale ha riportato al centro una questione che riguarda non solo questa manifestazione, ma il significato stesso della cultura nelle società libere: l’arte deve seguire la politica o deve restare uno spazio autonomo...