Un discorso alto e forte quello di Sergio Mattarella a Cernobbio. Ha ragione quando richiama l’Europa a uno scatto d’orgoglio che non sia servile.
Eppure, l’Unione, troppo spesso, abbassa la schiena e diventa vittima volontaria delle prepotenze trumpiane. Lo ricorda anche Joseph Stiglitz, presente a Cernobbio: allinearsi alla dittatura di Trump è il peggiore errore che l’Europa possa commettere.
Ma per evitarlo servirebbe una classe dirigente all’altezza dei tempi, non una schiera di scolaretti che pendono dalle labbra del maestro imperatore, riconoscendogli un’autorità quasi divina, dove Dio è il denaro.
Resta però una domanda che non si può aggirare: in nome di quale principio europeo o umanitario si deve difendere un confine, quello ucraino, al prezzo della morte di centinaia di migliaia di ragazzi ventenni? La guerra in Ucraina mostra il volto crudele del feticismo territoriale: non si muore per proteggere le persone, ma per custodire una linea sulla mappa.
L’Europa è nata dal superamento dei confini interni. Dovrebbe essere la prima a dire che le frontiere non sono idoli da venerare col sangue, ma luoghi da trasformare in ponti. È questa la vera eredità del sogno europeo: fare dei confini spazi di mediazione, non di trincea. Se il fine è la pace, il mezzo non può essere la guerra.
La convivenza pacifica non nasce dall’accumulo di arsenali, ma dalla costruzione di fiducia, giustizia, cooperazione. L’orgoglio europeo non si misura in tonnellate di acciaio bellico, ma nella capacità di immaginare una sicurezza diversa: fondata su solidarietà, diplomazia, disarmo progressivo, rispetto per le persone e per la natura. La domanda resta bruciante: vogliamo un’Europa inginocchiata davanti al dio-denaro e alla logica delle armi, o un’Europa che ritrova la sua vocazione originaria, essere laboratorio di pace in un mondo ferito?
Mattarella, sostenendo ad oltranza la resistenza ucraina, mostra il fianco a questa critica. Nei fatti, la sua posizione condivide la logica della deterrenza, che apre inevitabilmente la porta alla sudditanza.
Pasquale Palumbo
Foto Articolo: Quirinale.it