La forza di cambiare
La conversione di un uomo di guerra
Ci sono storie che fanno bene. Non perché ci rassicurino o ci permettano di pensare che il bene trionfi sempre, ma perché ci ricordano che l'essere umano non è definitivamente prigioniero del proprio passato.
Quella di Vito Alfieri è una di queste.
Abitare il tempo
La conversione ecologica comincia qui.
Non dal carbonio.
Non dai grafici.
Non dalle conferenze.
Comincia dal modo in cui immaginiamo il tempo.
Le due Marie
Stavrogin, Šatov e il volto che si accoglie o si lascia morire
Nei Demoni di Dostoevskij si nasconde una simmetria che il romanzo non esibisce mai apertamente, quasi la custodisse come un segreto strutturale: due donne portano lo stesso nome. Maria Timofeevna Lebedjakina, moglie segreta di Nikolaj Stavrogin, e Marija Ignat'evna Šatova, moglie separata di Ivan Šatov. Due Marie ai margini della scena, due esistenze esposte, due destini che il romanzo risolve in modo opposto. In un'opera che costruisce le proprie figure per specularità e contrasto — i "demoni" politici contrapposti alle anime capaci di relazione, la violenza ideologica opposta alla vulnerabilità del vivo — questa rima onomastica non è un caso. È una cifra. Dostoevskij denomina le due donne con lo stesso nome come si marchia un problema filosofico: per costringerci a confrontare, a vedere la differenza là dove il suono è identico.
Antropocene al bivio?
Molti scienziati e pensatori sostengono che siamo già dentro quel punto di biforcazione, non davanti ad esso.
Cosa dicono i dati
Il sistema Terra mostra segnali di *non-linearità* tipici dei punti critici:
• Le emissioni globali non si sono ancora stabilizzate nonostante decenni di accordi;
• Stiamo attraversando simultaneamente crisi climatica, perdita di biodiversità e disuguaglianza crescente;
• Alcuni “tipping points” (permafrost, ghiacci artici, Amazzonia) potrebbero essere già vicini o attraversati;
Il sacerdote senza altare
Palantir, Girard e l'ingegnerizzazione del capro espiatorio
C'è qualcosa di paradossale nel modo in cui Peter Thiel parla di René Girard. Lo cita con ammirazione, lo riconosce come il pensatore che ha cambiato il suo modo di vedere il mondo, lo descrive come un maestro. E tutto questo è vero — nel senso che il rapporto intellettuale è documentato, che la frequentazione a Stanford era reale, che l'influenza nella formazione di Thiel è indiscutibile. Ma ciò che Thiel ha fatto con quella formazione è l'esatto contrario di ciò che Girard si aspettava dalla comprensione del meccanismo da lui descritto.
Il Tempo Ritrovato
La riscoperta del tempo reale nel pensiero di Ilya Prigogine
I. Il problema: due tempi a confronto
Esiste una frattura profonda al cuore della cultura moderna: il tempo della fisica e il tempo dell’esperienza umana sembrano appartenere a due universi inconciliabili. La fisica classica descrive un mondo in cui il tempo è un semplice parametro matematico, reversibile e simmetrico: le equazioni di Newton, come quelle di Einstein, funzionano indifferentemente in avanti e all’indietro. L’universo dei fisici è un sistema chiuso, determinato, in cui il futuro e il passato sono egualmente calcolabili a partire dalle condizioni iniziali. È un universo senza vera storia, senza direzione, senza novità.