I recenti conflitti in Ucraina e nella Striscia di Gaza hanno portato a documentare un numero impressionante e crescente di attacchi contro il personale e le strutture sanitarie.
Il fenomeno sembra avere una dimensione mai vista in altre guerre e tale da aver sollevato la comunità internazionale a denunciarlo come una chiara e deliberata violazione del diritto umanitario. Dati e report pubblicati su prestigiose riviste scientifiche mediche come The Lancet, The British Medical Journal (BMJ) e The Journal of the American Medical Association (JAMA) documentano in dettaglio la natura e la portata di questi attacchi.
Il caso di Gaza
Dal punto di vista medico è stato documentato che gli attacchi al sistema sanitario di Gaza sono stati particolarmente brutali e senza precedenti. Un articolo di The Lancet ha riportato che tra il 7 e il 24 ottobre 2023, 73 operatori sanitari sono stati uccisi e 57 strutture sanitarie sono state attaccate da bombardamenti militari israeliani. Tra le vittime, alcune figure di spicco come il dottor Omar Ferwana, ex preside della Facoltà di Medicina dell'Università Islamica di Gaza, ed il dottor Medhat Sedim, uno dei pochi chirurghi plastici specializzati in ustioni nella regione. Il rappresentante dell'OMS per la Cisgiordania e Gaza, Richard Peeperkorn, ha descritto come "senza precedenti per portata” l’attacco al più antico ospedale anglicano di Gaza, l'ospedale arabo di Al Ahli. In relazione al computo delle vittime, The Lancet, oltre a riportare che i dati sulla mortalità forniti dal Ministero della Sanità di Gaza sono da considerare affidabili e coerenti con le stime dell'ONU e dell’OMS rileva che i numeri ufficiali di morti dichiarati fino ad oggi sono probabilmente sottostimati, poiché un numero significativo di corpi (stimato essere di oltre 10.000) potrebbe essere ancora sepolto sotto le macerie. Lo stesso giornale inoltre sottolinea come le morti indirette della guerra conseguenti all’interruzione dei servizi sanitari, potrebbero essere addirittura da tre a quindici volte superiori al numero di morti dirette.
La situazione in Ucraina
Anche in Ucraina gli attacchi alle infrastrutture mediche sono stati una tattica ricorrente. Gli attacchi hanno colpito ospedali, cliniche e ambulanze, causando danni strutturali e la morte di operatori sanitari e pazienti. Un anno dopo l'invasione russa, un'indagine condotta da diversi gruppi per i diritti umani e pubblicata su The BMJ ha documentato oltre 700 attacchi a ospedali, operatori sanitari e altre infrastrutture mediche. Di questi, 86 attacchi hanno preso di mira direttamente il personale sanitario causando la morte di 62 operatori ed il ferimento di altri 52. In alcuni casi, gli ospedali sono stati colpiti più volte, suggerendo un attacco deliberato. In altri casi è stato descritto l’uso degli ospedali, da parte delle forze militari russe, come “scudo” per le batterie di artiglieria.
Questi fatti portano a riflettere su alcuni punti:
- La distruzione sistematica del sistema sanitario attuata nel corso di questi conflitti è stata di fatto acquisita quale tattica bellica. Gli attacchi denunciati infatti non sono incidenti isolati, ma sembrano essere piuttosto attività sistematicamente organizzate. A questo proposito, una indagine ha rilevato che alcune strutture ospedaliere in Ucraina sono state colpite più volte, suggerendo proprio un “targeting” deliberato.
- Nonostante gli attacchi deliberati all'assistenza sanitaria siano da considerare una violazione del diritto umanitario internazionale, manca la individuazione delle responsabilità ed esiste, tutt’ora, un sostanziale disinteresse nella ricerca dei responsabili. La mancanza di conseguenze per i responsabili, oltre a garantirne l’impunità, porta all’uso ripetuto e continuo di queste tattiche. Questa è la ragione per cui, la documentazione accurata di questi eventi e la loro denuncia risulta fondamentale per garantire la possibilità di ricostruire la responsabilità storica e legale degli atti compiuti.
- La distruzione delle infrastrutture sanitarie non solo ha conseguenze nei confronti delle vittime immediate ma ha anche come effetto quello di distruggere "la speranza" di cure, in particolare per le persone più vulnerabili e fragili (inclusi bambini ed anziani). Infatti, la distruzione del sistema sanitario impedisce la cura dei pazienti con malattie croniche, aumenta il rischio di epidemie e crea una crisi sanitaria a lungo termine. Proprio per questo motivo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte ribadito che le strutture e gli operatori sanitari non devono mai essere un obiettivo di guerra. A questo proposito, va sottolineato che in Ucraina, metà delle farmacie sono state chiuse e l'accesso ai farmaci è stato drasticamente ridotto. Allo stesso modo, a causa dei bombardamenti e del blocco che impedisce l'arrivo degli aiuti internazionali, a Gaza, il sistema sanitario è crollato. La prima e più importante conseguenza di questa situazione è l’aumento delle morti indirette a causa di malattie o dell’effetto della stessa carenza alimentare per le popolazioni conseguente ai blocchi degli aiuti umanitari.
- La distruzione delle infrastrutture sanitarie ha come conseguenza la disintegrazione delle documentazioni cliniche in esse contenute. La raccolta accurata anche dei dati clinici e sanitari è fondamentale al fine di documentare l’impatto critico della guerra nei confronti dei civili. Per esempio, a Gaza, il Ministero della Sanità ha dovuto integrare i propri report con fonti esterne a causa della distruzione delle infrastrutture sanitarie con conseguente distruzione della documentazione clinica sanitaria in esse contenuta. Questa condizione fa si che il numero di decessi riportati fino ad oggi può, di fatto, essere di molto sottostimato.
- L’attacco alle strutture sanitarie ha un notevole impatto umano e psicologico nei confronti della popolazione ed in particolare del personale sanitario impegnato. Oltre alla perdita di vite umane, il personale sanitario che opera in questi contesti subisce un profondo stress psicologico. I documenti citano testimonianze di operatori sanitari ucraini che sono stati tenuti in ostaggio o costretti a lavorare sotto occupazione. In un caso, un ospedale è stato trasformato in uno "scudo umano" dalle forze militari, costringendo i medici a lavorare sapendo che l'intera struttura era un bersaglio.
CONCLUSIONI
I conflitti armati moderni si distinguono per una violenza che trascende il campo di battaglia, riversandosi sistematicamente sulle infrastrutture civili e, in particolare, sul sistema sanitario. Gli attacchi contro ospedali, cliniche, personale medico e mezzi di soccorso non sono più incidenti isolati o "danni collaterali" imprevedibili, ma sembrano riflettere una deliberata strategia militare. Sebbene le specificità geografiche e tattiche degli attuali conflitti producano esiti diversi, il denominatore comune di questi è, comunque, un’erosione allarmante della protezione legale e morale tradizionalmente accordata alla sanità in tempo di guerra. Oggi i sistemi sanitari non vengono semplicemente danneggiati indirettamente, ma sono trasformati in obiettivi bellici, con un impatto devastante che si propaga ben oltre le vittime immediate, generando una catastrofe a cascata che comprende il collasso della salute pubblica, la diffusione di malattie e un profondo trauma psicologico per la popolazione civile e gli operatori sanitari. Le giustificazioni militari addotte dalle parti in conflitto e l'uso di narrazioni contrapposte dimostrano, sempre più, come le norme del Diritto Umanitario Internazionale vengano messe oggi alla prova e, in molti casi, aggirate, sollevando interrogativi cruciali sulla capacità della comunità internazionale di far rispettare i principi umanitari fondamentali e di assicurare la responsabilità per le violazioni commesse.
Giampaolo Bucaneve (Medico)
BIBLIOGRAFIA
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Titolo: Urgent call for protecting health-care workers in Palestine
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Ucraina
Autori: Luke Taylor
Titolo: Ukraine: Nearly 2000 attacks on health facilities have been launched since invasion, says WHO.
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Autori: Elisabeth Mahase
Titolo: Ukraine: Over 700 recorded attacks on health facilities and workers in year since Russia invasion.
Pubblicazione: The BMJ (2023) Autori: Luke Taylor
Titolo: Russian forces are increasingly targeting Ukrainian healthcare facilities, says WHO.
Pubblicazione: The BMJ (2022) Oltre che da questi articoli, va tenuto presente che molte informazioni su questo tema possono essere ricavate da rapporti e comunicati stampa di organizzazioni umanitarie (p.e. Save the Children e Medici per i Diritti Umani) oltre che della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e della Organizzazione delle Nazioni Unite.
Foto articoloJaber Jehad Badwan on Wikimedia.org - Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0