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Fare pace con la natura: il cuore dell’ecologia integrale

Papa Francesco, Laudato sì, 139.
Quando parliamo di “ambiente” facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati.

Le ragioni per le quali un luogo viene inquinato richiedono un’analisi del funzionamento della società, della sua economia, del suo comportamento, dei suoi modi di comprendere la realtà. Data l’ampiezza dei cambiamenti, non è più possibile trovare una risposta specifica e indipendente per ogni singola parte del problema. È fondamentale cercare soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali. Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura.

Così Papa Francesco riassume la questione più urgente del nostro tempo: la pace con la natura è inseparabile dalla pace tra gli esseri umani. La politica ha spesso considerato la “questione ambientale” come un capitolo a sé, distinto dai temi della giustizia, dell’economia e della pace. L’ecologia integrale proposta da Francesco supera questa frammentazione: ci ricorda che il modo in cui viviamo la nostra relazione con la terra è lo stesso modo in cui viviamo le relazioni sociali e internazionali. Sfruttare la natura significa adottare la logica dello sfruttamento; prendersene cura significa scegliere la logica della fraternità.
La Laudato sì è una riflessione sulla “casa comune” che unisce etica, scienza e spiritualità. L’invito a “fare pace con la natura” non è retorico: è un appello a riconoscere la nostra interdipendenza. La distruzione degli ecosistemi, il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità non sono semplici “problemi ambientali”: sono sintomi di una rottura del patto originario tra umanità e terra.

Francesco insiste che “tutto è connesso” (n. 91). Questa connessione non è un concetto astratto, ma una realtà biologica e sociale: le ferite inferte all’ambiente si traducono in ingiustizie, migrazioni forzate, conflitti per le risorse. L’ingiustizia ecologica è anche ingiustizia sociale. Nella Fratelli tutti, Francesco amplia la prospettiva: la fraternità e l’amicizia sociale sono l’architettura di una pace duratura. Ma questa architettura si regge su fondamenta ecologiche.
Una società fondata sullo sfruttamento della natura non può costruire pace tra i popoli, perché alimenta competizione, diseguaglianza e violenza.
Il capitolo dedicato alla “buona politica” (n. 176-197) invita a un governo della casa comune che sappia coniugare giustizia, cura dell’ambiente e bene comune. In questa visione, la politica ecologica è politica di pace. Fare pace con la natura significa cambiare paradigma. Dall’uso alla cura: passare da una mentalità estrattiva a una cultura della rigenerazione. Dalla proprietà esclusiva alla responsabilità condivisa: riconoscere che i beni naturali sono patrimonio comune dell’umanità. Dal dominio alla relazione: vivere la terra come un organismo vivente di cui siamo parte. Questo cambio di prospettiva è il primo passo della conversione ecologica: se la guerra è spesso lotta per le risorse, la pace duratura nasce dal garantire a tutti l’accesso equo a ciò che la terra offre, senza distruggerla.
Un’ecologia integrale non è solo un programma politico o ambientale: è un patto di fraternità ecologica. Significa vivere sapendo che la ferita inflitta alla terra è una ferita inflitta ai nostri fratelli e che la cura dell’ambiente è un atto di giustizia verso le generazioni future.
In questa prospettiva, la Laudato sì e la Fratelli tutti si illuminano a vicenda: la prima ci mostra la necessità di una relazione armoniosa con la terra, la seconda ci insegna che questa armonia è inseparabile dalla fraternità universale. Non ci sarà pace tra gli uomini finché resteremo in guerra con la natura. L’ecologia integrale è la via per ricucire questa frattura: una conversione che unisce cura della terra e cura delle relazioni umane, pace ecologica e pace sociale.
Fare pace con la natura non è un capitolo marginale: è il fondamento stesso di ogni pace possibile.

Pasquale Palumbo

Foto articolo di Carolina Heza ssu Unsplash

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