Il vero eroe, il vero soggetto, il centro dell’Iliade è la forza.
La forza adoperata dagli uomini, la forza che sottomette gli uomini, la forza davanti alla quale la carne degli uomini si ritrae.
L’anima umana vi appare continuamente modificata dai suoi rapporti con la forza, trascinata, accecata dalla forza di cui crede di disporre, piegata sotto la costrizione della forza che subisce.
Coloro che avevano sognato che la forza, grazie al progresso, appartenesse oramai al passato hanno visto in questo poema un documento; coloro che, oggi come un tempo, sanno discernere la forza al centro di ogni vicenda umana vi trovano il più bello, il più puro degli specchi.
La forza è ciò che fa di chiunque le è sottomesso una cosa.
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La forza schiaccia spietatamente, e altrettanto spietatamente inebria chiunque la possieda o creda di possederla. Nessuno la possiede veramente. Nell’Iliade gli uomini non sono divisi in vinti, schiavi e supplici da un lato, in vincitori e capi dall’altro; non ce n’è uno che a un certo punto non sia costretto a piegarsi sotto la forza.
Simone Weil, L’Iliade o il Poema della Forza (1938)
La Rivelazione Greca, Adelphi (2014)