Eglantyne Jebb

Eglantyne Jebb

"L’intervento internazionale a favore dei bambini è un test sulla nostra civilizzazione. Rivela l’esistenza del nostro essere migliore. Dimostra che non siamo ciechi di fronte al viso emaciato di un bambino che sta morendo di fame, non siamo sordi di fronte al pianto con cui chiede aiuto, anche quando questo pianto arriva da un luogo che è oltre le frontiere del nostro particolare Paese"

Eglantyne Jebb (1876-1928) è stata un’attivista britannica e fondatrice di Save The Children, figura pionieristica nella difesa dei diritti dei bambini. Proveniente da una famiglia benestante e colta, studiò a Oxford, sviluppando presto una forte sensibilità sociale. Dopo una breve esperienza come insegnante, lavorò per organizzazioni di beneficenza, maturando la consapevolezza delle gravi conseguenze della malnutrizione e della povertà educativa.

La Prima Guerra Mondiale segnò la svolta: colpita dalla tragedia dei bambini nei Paesi sconfitti e affamati dal blocco navale, Jebb iniziò a sensibilizzare l’opinione pubblica con volantini e fotografie, un approccio innovativo per l’epoca. Nonostante l’ostilità e persino un arresto, fondò nel 1919, insieme alla sorella Dorothy, il Save the Children Fund, basato sul principio che «un bambino è un bambino», senza distinzioni di razza, religione o nazionalità.

Trovò un alleato inatteso in papa Benedetto XV, che promosse raccolte di fondi a favore dell’organizzazione. In pochi anni, Save The Children estese il suo aiuto in tutta Europa e oltre, guadagnandosi riconoscimento internazionale. Jebb non si limitò all’assistenza immediata: elaborò la Dichiarazione dei diritti del bambino, adottata dalla Società delle Nazioni nel 1924 e base delle future convenzioni ONU.

Fino alla morte, avvenuta nel 1928, sostenne che l’impegno verso i bambini fosse un banco di prova per la civiltà umana, invitando a non restare indifferenti al loro dolore, ovunque essi vivano. La sua eredità vive oggi nell’azione globale di Save The Children.

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