Don Giovanni Franzoni
Scrive Giovanni Franzoni in La terra è di Dio:
….. il popolo di Dio continuamente tende a correre dietro a mille idoli dimentico del suo Dio. Una fedeltà costante esigerebbe dalla Chiesa fede profonda, coraggio indomito per seguire il suo sposo per strade non battute, lontane dalla logica corrente e dal buon senso conformista. Invece, tranquillizzata più da concreti appoggi visibili che non dalla nuda fede, la Chiesa corre spesso ad appoggiarsi a strumenti di potenza, di privilegio, di ricchezza, di efficienza sempre nell'intento di realizzare il bene delle anime ma, in realtà, come surrogato ad una fede che va attenuandosi….
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49. La città tende poi a divenire, in un continuo processo di identificazione, l'istituzione simbolo del sistema capitalista: un mercato. La città contenitore è infatti anche città-mercato e non solo perché i suoi centri storici sono sottratti al consumo culturale socializzato per divenire monumenti all'ideologia consumista delle classi dominanti, ma perché tutti i beni «urbani» dalla casa al verde, da un servizio di quartiere alla larghezza e alla pulizia delle strade, sono oggetto di mercato, tutto concorre a formare il prezzo di uso complessivo della città.
50. Quel che accade è facilmente prevedibile: le classi popolari risultano via via discriminate giacché il loro potere d'acquisto serve appena a comprare la possibilità di usare delle attrezzature più essenziali che sono la casa e il prezzo del trasporto dalla residenza al posto di lavoro. Il loro salario serve cioè unicamente a riprodurre il più possibile integra la capacità lavorativa e per consumare quella quota di beni che la divisione sociale del lavoro assegna ad ogni uomo produttore nell'orizzonte capitalistico. Così la stessa struttura fisica della città si modella per rispondere, come un organismo complesso e non omogeneo in ogni sua parte, a domande diverse: i quartieri popolari e le baracche sono i luoghi in cui i proletari e i sottoproletari consumano la città dormitorio, anonima, ostile e violenta; le zone residenziali 14 servono a soddisfare i borghesi che in virtù del loro stato sono situati in posizione intermedia; il centro storico, dal canto suo, serve per ospitare alcuni ceti privilegiati — dai cosiddetti «artisti», ai commercianti, ai nobili altoborghesi che danno così lustro e colore alla città; in alcuni casi il centro ospita anche i rappresentanti più esigenti del potere economico ma purché le residenze siano veramente di alto prestigio e «panoramicissime» come promettono i cartelli dei palazzi restaurati in vendita dopo che ne sono stati espulsi i proletari. Altrimenti per la classe dei ricchi esistono altre occasioni per ritrovare un corretto rapporto con l'abitare: dalle tenute o dalle ville suburbane alla possibilità di cambiare residenza ad ogni mutare di stagione.
E in Giobbe, l’ultima tentazione scrive:
Oggi possiamo esercitarci a chiamare anima razionale la nostra soggettività che organizza il presente in vista di un futuro programmabile, e pensarla separabile dall'anima vitale che presiede alle funzioni quotidiane della nostra esistenza individuale e sociale. Ma le conoscenze scientifiche ci invitano ad essere consapevoli che siamo una specie animale tra altre specie animali e che la maggiore complessità della vita umana non è che una maggiore responsabilità verso tutte le altre forme di vita. Non l'autorizzazione dataci dalla divinità a tiranneggiare le altre specie viventi ed il complesso della biosfera, in nome di una chiamata ad un progetto di salvazione eterna, dal quale l'animale è escluso.