Un'altra virtù "verde" che vorrei richiamare è l'obiezione di coscienza. Lo faccio con particolare convinzione ed emozione in un ambiente che si richiama alla "Rosa Bianca".
È la capacità di dire di no al potere (e non solo al governo, ai carabinieri, al ministero della Difesa che manda la cartolina di precetto o ad altre cose del genere), ma anche la capacita di obiezione anti-consumistica, di obiezione al conformismo televisivo, di obiezione di parte di operai o tecnici alla produzione di armi.
Anche in Italia c'è stato qualche caso di operai o tecnici che hanno rifiutato di considerarsi solo un pezzetto di catena di montaggio, un pezzo di ingranaggio che non porta mai la responsabilità del sistema nel suo insieme. Con il ragionamento opposto si sono difesi, in ogni sistema criminale, tutti quelli che non erano al vertice, dicendo: "lo ero una rotella, non potevo influire sul meccanismo nel suo insieme".
Sempre più oggi ci troviamo di fronte, per esperienza quotidiana di tanti, a dei meccanismi talmente perfezionati, talmente onnicomprensivi e totalitari che effettivamente non basta, secondo il mio giudizio e secondo la convinzione pratica di molti verdi, lottare perché cambi il sistema (cosa di cui non disconosceremo l'importanza fondamentale), ma occorre anche rifiutare di apportare il proprio contributo anche coattivo, anche estorto con la legge e a volte anche con la violenza un po' oltre la legge, che ci farebbe essere dei pezzetti di un ingranaggio. In questo senso sostengo, pur sapendo che è una lotta disperata, l'obiezione fiscale alle spese militari.
Da: Un catalogo di virtù verdi, Alexander Langer, 1987
30.8.1987, Da "Il margine", intervento tenuto a Brentonico (Trento), nell'ambito del convegno Il politico e le virtù organizzato da "La Rosa Bianca" dal 27 al 30 agosto 1987.