Aldo Capitini - Angolo dei Persuasi - Pax lab

Aldo Capitini

Accanto ad una società che usa la guerra come via alla pace, la violenza come via all’amore, la dittatura come via alla libertà, la religione mi porta ad anticipare di colpo il fine nel mezzo; e ad attuare comunque, qui è subito, pace, amore, libertà. La religione è impazienza dell’attendere il fine;

e oggi che l’universo, il tempo, lo spazio, non sono sentiti in dualismo stabile con l’infinito e l’eterno, porremo noi questo dualismo nella società tra il mezzo e il fine?
Aldo Capitini, Teoria e pratica della nonviolenza, Collana di filosofia goWare, 2018

Si sa che cosa significa, oggi specialmente, la guerra e la sua preparazione: la sottrazione di enormi mezzi allo sviluppo civile, la strage di innocenti e di estranei, l’involuzione dell’educazione democratica e aperta, la riduzione della libertà e il soffocamento di ogni miglioramento della società e delle abitudini civili, la sostituzione totale dell’efficienza distruttiva al controllo dal basso.
Aldo Capitini, Il potere di tutti, La Nuova Italia, Firenze, 1969, p. 67.

Io non dico: fra poco o molto tempo avremo una società che sarà perfettamente nonviolenta, regno dell’amore che noi potremo vedere con i nostri occhi. Io so che gli ostacoli saranno sempre tanti, e risorgeranno forse sempre, anche se non è assurdo sperare in un certo miglioramento. A me importa fondamentalmente l’impiego di questa mia modestissima vita, di queste ore e di questi pochi giorni; e mettere sulla bilancia intima della storia il peso della mia persuasione, del mio atto, che, anche se non è visto da nessuno, ha il suo peso alla presenza e per la presenza di Dio.
Aldo Capitini, Elementi di un’esperienza religiosa, I ed., Laterza, Bari, 1937 (II ed. 1947), p. 115-6

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